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LA NOSTRA SEDE

I locali sono situati al numero 9 della centralissima Piazza Marvasi.

Nella sede si svolgono le riunioni del direttivo e la sede è luogo di incontro di tutti gli associati.

Ubicazione della sede dell'Associazione Politico Culturale Autonoma CittanovAttiva in Piazza Marvasi n. 9














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DAL VANGELO SECONDO… "POLIS"

ari concittadini,
nell'originale e tartufesco manifesto del movimento “Polis” apparso nei giorni scorsi siamo stati chiamati in causa con una serie di valutazioni che, per la verità, non meriterebbero la pur minima attenzione, se non esistesse la necessità di ripristinare un circuito di verità che è sempre stata una componente essenziale del nostro modo di fare politica.
Nell'epidermica e divertentissima riflessione (qualche volta si può essere anche giocosi) si afferma - con la riconosciuta distaccata sapienza tipica del “De minimis non curat praetor" (il pretore non si preoccupa delle piccole cose) - che CittanovAttiva avrebbe utilizzato qualche articolo di giornale scritto da un corrispondente del Quotidiano di Calabria come cassa di risonanza per denigrare, pensate un po', l'assessore della Polis in riferimento al problema dell'ipotetico conflitto di interesse in cui sembra essere rimasto coinvolto, consumando così una deplorevole scorrettezza.
Pur non essendo dotati di sapienza giuridica - che, tra l'altro, consente quasi sempre e solamente ai principi del foro di ammettere quello che è evidente ma di negare quello che non si può provare - non abbiamo alcuna difficoltà a dire che nell'affermazione della Polis NON VI È NULLA DI PIÙ FALSO, ove si voglia semplicemente considerare che CittanovAttiva, in attesa di conoscere e valutare negli esatti termini tutti i risvolti del problema che ha interessato l'assessore (e che altre forze politiche e giornalisti nella pienezza della loro libertà ed autonomia hanno inteso sollevare) ha deciso di non scrivere (e non ha scritto, non certo perché avrebbe incontrato difficoltà a farlo) una sola riga sull'argomento, avendo come metodo consolidato di valutare con il massimo rigore e la più tranquilla serenità ogni vicenda ed accadimento dell'attività politico amministrativa.
Ricordiamo a noi stessi prima - ed ancora di più a tutti coloro che, tarantolati ed eccessivamente reattivi, non si rendono conto di cadere nell'insipido intingolo della superficialità - che il nostro movimento, pur non essendo immune da difetti, non ha mai avuto, nella sua pur breve storia, una connotazione “ancillare” e non ha mai inteso svolgere il ruolo di “serva della scena”. È cosa universalmente riconosciuta, infatti, che se avessimo voluto occupare posti e prebende non avremmo avuto alcuna difficoltà ad “impancarci” come hanno scelto di fare altri, saltando da una riva all'altra come pallidi pellicani dal volo radente.
Secondo punto: la Polis si meraviglia della necessità, ribadita dal nostro movimento, di aprire una fase politica nuova a fronte di una crisi amministrativa che da quasi un anno si trascina nel grottesco e nel ridicolo scaricabarile delle responsabilità. Noi non ci stupiamo per nulla della sua meraviglia: per politici d'antan, avvezzi a giudicare uomini e cose secondo il proprio metro, è del tutto normale denigrare e demonizzare il nuovo che emerge e che è riuscito a creare l'unica intercapedine capace di far respirare un sistema politico muro contro muro e, quindi, arroccato su posizioni che è necessario ormai superare per l'inderogabile esigenza di intraprendere una avanzata e più adeguata dialettica democratica, capace di rispondere più da vicino a quelli che sono i bisogni della collettività.
Ultimo punto da crescendo rossiniano: in maniera indiretta qualcuno di noi è stato definito 1'Unto del Signore. Questa sì che ce la teniamo ben stretta, e non solo perché in realtà ci gratifica enormemente e consente anche a noi, finalmente, di adornarci delle penne del Pavone (sino ad oggi appannaggio solo di modesti volatili e stonati coccodè) ma anche e soprattutto perché - diciamocelo francamente - dove lo troveremmo più un qualche Profeta che ci sentenzia con tale furore e, soprattutto, con tanta inenarrabile elegia?

Cittanova, 05.06.08

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