
asqua: festa di luce, di resurrezione e di speranza e, quindi, tempo di auguri.
I primi li formuliamo doverosamente e con viva sincerità a tutti i concittadini ai quali auguriamo tanta serenità ed ogni possibile bene.
Nel giorno della festa che commemora la Resurrezione del CRISTO e rappresenta per tutti i cristiani la massima solennità dell'anno liturgico,
se ci è concesso essere generici e scontati con la gente comune, però, non possiamo esimerci dal rivolgere auguri particolari a tutti coloro che RISORGONO OGNI CINQUE ANNI e che, da tempo immemorabile, sono impegnati, con ogni mezzo, per rendere la nostra vita una eterna Pasqua e per sollevarci, in ogni momento, dalle dure angosce quotidiane:
particolarmente sinceri vanno esternati, in primo luogo, alle tante Divinità dell'Olimpo che regnano sulla nostra Città e che, per anni e anni, sono riuscite a tenere in ginocchio ed in devota preghiera tanti bisognosi cittadini che hanno sperato in qualche piccolo aiuto o sostegno;
calorosi, invece, sono quelli che inviamo ai tanti politici che parlano sempre in prima persona o in plurale maiestatis avendo compreso benissimo che senza di loro saremmo sicuramente una comunità di disperati allo sbando, senza alcun punto di riferimento e poveri pellegrini senza stella cometa;
di sicuro affettuosi a chi ha buttato alle ortiche centinaia di milioni per costruire il nuovo campo sportivo, ora abbandonato e trasformato in discarica, e a chi tiene la Villa Comunale e le periferie nella piena oscurità e nel più completo abbandono strutturale, preoccupandosi così di creare una ovattata e magica atmosfera sognante per la nascita di nuovi ed indimenticabili amori;
di vero cuore, poi, ai tanti barricaderi arditi che per la prossima campagna elettorale sono pronti a partire (realizzando finalmente un antico sogno felliniano) in compagnia di chiunque senza sapere nemmeno dove andare e quale sarà la probabile destinazione;
auguri ai tanti venditori di fumo, di loculi, di mercati e di tante altre mercanzie, che non si rassegnano al lume del ricordo ed al velo dell'oblio;
auguri ai tanti professori di orchestra che utilizzano, ad ogni pie' sospinto, tromboni, viole, grancasse, flauti magici per comporre disarticolate e ridicole sinfonie da utilizzare come inefficace mezzo di attrazione;
auguri a chi è convinto che "non è importante che i gatti siano bianchi o neri ma è importante che piglino i voti", (oops, i topi);
auguri ai tanti amici di Mefistofele per i quali "tutto ciò che nasce ed esiste merita di morire";
auguri agli innumerevoli portatori di Verità assoluta, i quali ovviamente dimenticano che Uno solo la possedeva ed è finito sulla Croce;
auguri, infine, a chi ne ha più bisogno, ovvero a noi stessi di CittanovAttiva, indicati come responsabili del delitto di lesa maestà dai tanti Cesari e dai numerosi Faraoni inopportunamente disturbati nel loro sonno placido e dorato.
CittanovAttiva, 05.04.2007
Il Direttivo
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