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IL SOUFFLÈ MAL RIUSCITO
La crisi strisciante della maggioranza che ha messo a rumore da tempo gli ambienti politici della città non segna alcuna tregua; anzi più passa tempo, più si avvinghia su se stessa come un cane impegnato a mordersi la coda. Né servono i tentativi, per la verità un po' infantili, di nascondere la reale portata del dissidio presentandolo come il frutto, francamente quanto mai acerbo, “di una dialettica piuttosto accesa”. È risaputo, infatti, che chiudendo gli occhi si può negare di tutto, anche l'esistenza del sole.
Vi è una frase illuminante di Pier Paolo Pasolini che può aiutarci a capire anche la dimensione della politica nella nostra città: “in Italia sono inconciliabili il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica”; come a dire che la verità e la pratica seguono quasi sempre percorsi differenti che, prima o poi in maniera inesorabile, conducono verso precipizi limacciosi e senza uscita.
A fronte di una crisi esposta ormai alla luce del sole, che ha messo in evidenza i toni accesi da coniuge rancoroso e geloso, per nulla disposto a concedere alla dolce metà un minimo di AUTONOMIA e di libertà; rispetto ad una coalizione che naviga a vista, senza coordinate certe e sicure, viene da domandarsi: che significato ha intestardirsi ad indicare una rotta che non porta da nessuna parte e che denota tutto il limite di una “COALIZIONE COATTA”, nata cioè per vincere le elezioni ma non certamente per amministrare?
Perché non prendere atto definitivamente che la maggioranza politica della nostra città non è altro che un grande meccano, i cui pezzi prima smontati e poi rimontati sono stati ricomposti in un gioco sempre più astratto e rarefatto, sganciato dalla realtà e dai bisogni reali dei cittadini?
Che senso ha continuare a perpetuare un ignobile gioco al massacro nei confronti di una comunità che aveva sperato in un reale cambiamento e non si aspettava, né meritava, il deplorevole perpetuarsi di partiti-persona, pronti tra l'altro a bollare come manutengoli infedeli tutti coloro che la pensano diversamente?
CittanovAttiva, che fornisce da sempre una sua forte connotazione identitaria al servizio reale della gente, è convinta che sia necessario ed indispensabile avviare una fase nuova della politica attraverso l'aggregazione di forze che hanno avuto anche percorsi diversi ma che adesso siano propense a dare dignità ad un impegno politico inteso come assunzione di responsabilità per il bene della collettività. La gravità dei problemi lo impone. Continuare a fornire un affresco di inganni o formulare soluzioni di panna montata non servirebbe a nulla. Servono, invece, una presa di coscienza e una analisi rigorosa, specie da quegli elementi della maggioranza che più hanno a cuore la sorte ed il futuro di questa città che non può più soggiacere ai “capricci” ed agli “umori” di personaggi senza anima, che considerano la politica solo come una passerella di primo applauso.
Da ricordare, specie agli immemori, che il soufflè, soprattutto quando è mal riuscito, finisce con lo squagliarsi.
Cittanova, 24 maggio 2008
Il direttivo
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