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La Pagliuzza e la Trave
ella trasmissione “Porta a Porta” di ieri sera nella quale si è parlato, tra l'altro, dei pregi e difetti degli Italiani, abbiamo avuto la possibilità di ascoltare l'On.le Cota, uno dei rappresentanti più autorevoli e maitre a penser della Lega Nord, divenuto negli ultimi tempi un ospite quasi fisso della trasmissione di Bruno Vespa.
Come era facile prevedere, nel momento in cui si è iniziato a parlare di Mezzogiorno e più specificatamente dei problemi della Calabria, l'On.le Cota è salito subito in cattedra e per avvalorare questa sua aria professorale e colta ( ma solo di “aria” si tratta) ha iniziato a parlare citando Luca Ricolfi , autore del libro uscito qualche mese fa dal titolo “Il sacco del Nord”.
In questo studio il sociologo dimostra che un'ingente quantità di risorse (circa cinquanta miliardi di euro) ogni anno viene sottratta ai territori produttivi del Nord per essere destinata ad una classe dirigente sprecona come quella di Roma e del Sud deprimendo così la crescita generale del Paese. Le parole che usa Ricolfi sono “sacco”, “parassitismo”, “spoliazione”, impostando così una tesi demagogica che ha trovato condivisioni non soltanto nel Nord, com'era prevedibile, ma anche, cosa inconcepibile, nello stesso Mezzogiorno.
Con la pochezza che ovviamente mi accompagna ma non mi impedisce di esprimermi, contesto quasi integralmente l'impostazione dello studioso per affermare che una serena e approfondita analisi smentisce in maniera precisa e categorica le impostazioni del sociologo torinese, della cui tesi, alla fine, non rimane assolutamente alcunché se non amplificazione e messaggio approssimativo.
Uno studio, infatti, di Staderini e Vadalà della Banca d'Italia dimostra chiaramente che la spesa pubblica si distribuisce nel nostro Paese in maniera assolutamente proporzionale alla popolazione e che le uniche Regioni che si discostano per un eccesso di spesa sono quelle a statuto speciale del Nord e del Sud.
Le entrate fiscali, invece, riflettono i redditi e le basi imponibili che nel Mezzogiorno sono molto inferiori . Questo determina una differenza tra entrate e spese, positiva nelle regioni ricche del Nord e negativa nelle regioni più povere del Sud. La ridistribuzione statale porta cinquanta miliardi nel Mezzogiorno.
Così il Prof. Ricolfi che era partito per spiegare il sacco ed il parassitismo del sud ai danni del nord ha finito col trovare solo ciò che si conosceva e cioè il divario esistente tra Nord e Sud, l'esistenza di un'area che, certamente, anche per colpa della sua classe politica, è caratterizzata da un incompleto processo di sviluppo e che ha bisogno del resto del Paese per eliminare il gap.
E' evidente, dunque, a mio modesto avviso, che quello che realmente conta non è una lettura ideologica del Mezzogiorno, come fa l'On.le Cota, ma un atteggiamento ed una cultura della responsabilità che investa, in pari dimensione, il Nord con il suo obbligo morale di solidarietà nei confronti di un Sud povero, e da parte del Mezzogiorno una ricerca rigorosa per individuare e eliminare tutte le sacche di incapacità, spreco e di inefficienza. Al di là di questa impostazione resta il messaggio efficientista. ma egoista del torinese Ricolfi, sposato superficialmente a piene mani dall'On.le Cota, dal Ministro Tremonti recentemente colpito, anche, dalla sindrome dei falsi invalidi nel Sud, e dalla grande famiglia di tutti gli altri leghisti che se ne fregano ampiamente dei principi di solidarietà sanciti dalla nostra Costituzione, che disertano la festa Repubblica Italiana, che “rubano” i fondi Fas della Calabria per pagarsi le multe delle quote latte irrogate loro dalla Comunità Europea e che utilizzano, magari, una banca britannica per esportare all'estero i capitali ed evadere, così, il fisco.
Onorevole Cota, mi ascolti e lasci perdere!
Non vi è peggior cosa di chi guarda la pagliuzza nell'occhio degli altri senza vedere, mai, la trave nel proprio!
Con tanti saluti, ovviamente, da parte di tutti quei calabresi che dall'unità d'Italia ad oggi hanno contribuito a gonfiare le vostre “etiche” tasche mantenendo sempre inalterata, pur nell'indigenza e nella povertà, la propria dignità.
Quella dignità che è anche frutto di una cultura vera, non acquisita per via informatica, come succede qualche volta quando, bocciati per tre volte alla maturità, per realizzarsi ci si butta in politica.
Povera Italia! Questa volta sì davvero!
Cittanova, 3 giugno 2010
Pino Chiappalone
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