
arissimi concittadini,
quando sembrava ormai che il problema relativo alla "nostra" tratta del percorso della Pedemontana evolvesse verso una soluzione ponderata e razionale, annunciata con forza e competenza da alcuni Sindaci e dai movimenti spontanei dei Comuni interessati,
ecco che dal magico cilindro della Provincia rispunta il vecchio tracciato. Non stiamo affatto scherzando, si tratta proprio del tanto discusso "clone della S.P. 1 (ex S.S. 111) che, in quanto doppione di una strada già esistente, rappresenta un inutile sperpero di denaro pubblico e, cosa altrettanto risaputa, non tiene in alcun conto le esigenze reali del territorio ma gli esclusivi interessi di Taurianova che, ancora una volta, riesce ad imporre le proprie posizioni a discapito degli altri Comuni, destinati a rimanere nell'isolamento più completo".
Come si vede, non siamo più in presenza di un problema serio ma a ridosso di una ridicola telenovela, degna di "Centovetrine", nella quale recitano, con copione ormai noto, un considerevole numero di pseudo-attori strambi ed imprevedibili. E meno male
che il recente dibattito politico sugli effetti dirompenti (e non più tollerabili) provocati dalla "Casta" avrebbe dovuto segnare la fine di questi disegni basati sul tornaconto di pochi per favorire, invece, la più giusta prospettiva dell'interesse generale.
La cosa che più ci colpisce in questa squallida manfrina non è tanto l'atteggiamento di primo della classe tenuto dall'ing. Cuzzola, che ritiene di potere operare (cosa assurda ed incomprensibile) sul piano delle scelte politiche oltre che su quello tecnico che naturalmente gli competerebbe, ma anche l'atteggiamento della stessa classe politica provinciale che, stando così i fatti, al di là delle rassicurazioni fornite in un ormai mitico e faraonico convegno, sembra "contare" quanto il due di coppe quando la briscola è a denari.
Ci colpisce, inoltre, anche l'atteggiamento amletico del nostro Sindaco che sino ad oggi, pur avendo aderito al documento di protesta firmato dal nostro
Consiglio Comunale, ha sempre mantenuto sull'intera vicenda nelle altre sedi istituzionali una posizione incomprensibile, se non addirittura ambigua, limitandosi ad esprimere solo e soltanto evanescenti e non bene individuabili perplessità.
CittanovAttiva, responsabile ed attenta come sempre, ritiene, invece, urgente ed inderogabile la necessità di uscire dalle comode opacità e denunciare con forza il grumo di una decisione illogica quanto pervicace, che non si colloca negli interessi generali ma solo ed esclusivamente nella logica perversa dell'intrigo e dell'inganno, che rappresentano da sempre il profilo più basso dei mistificatori di professione.
Cittanova, 29.10.2007
Il direttivo