Se le elezioni, come è purtroppo successo in larga misura negli ultimi anni, sono degradate a una specie di gioco di società, se in apparenza, ma soprattutto anche in sostanza, esse sono malamente ridotte a un mezzo per fare carriera, i cittadini farebbero forse meglio a non partecipare a questo gioco piuttosto disgustoso. Ma le elezioni sono tutt'altra cosa, o meglio dovrebbero essere tutt'altra cosa: le elezioni permettono ai cittadini di decidere del futuro orientamento del Paese.
Di fronte alle ipocrisie di tutti i giorni, alle parole ufficiali della politica imbastite su impalcature di perbenismo inesistente nella vita reale, davanti a tutti quegli stereotipi ben chiari a tutti quanti, a quelli "io non sono così" che si scandalizzano nel vedersi allo specchio di un altro, davanti ai repressi e a quelli "tu non lo devi fare perché io non lo posso fare e mi rode di non esser libero", davanti a quelli che si "preoccupano" della tua salute, della tua integrità morale e poi li vedi di nascosto molto più brutti, perché ipocriti, di fronte ai politicanti e agli opportunisti preferiamo sicuramente le persone leali, aperte. Con loro non ci sono tanti paroloni o concetti politici da usare, sono persone che dicono quello che pensano e fanno quello che piace loro fare. Bisogna solo saper scegliere chi avere al proprio fianco, anche se a volte diventa difficile…
Cittanova è in declino rapido, è un paese al crepuscolo. Se parliamo di crepuscolo di Cittanova, non ci basiamo solo sulle nostre impressioni del presente, ma sugli indicatori che, giorno dopo giorno, ci segnalano il futuro del paese. E questi indicatori mettono tristezza…
Nell'ultimo manifesto a firma dell'Amministrazione comunale, non va bene dire queste cose. Bisogna dire che Cittanova è un paese florido dove tutti sono felici, come nelle migliori favole…la domanda che ci poniamo è questa: ma l'Amministrazione comunale è convinta di quello che dice e scrive o pensa che i cittadini abbiano bisogno di leggere le favole prima di andare a letto?
Come cittadini, ci preoccuperemmo in tutti e due i casi…
Crediamo poi che i volantini e i messaggi lanciati in questi mesi non siano contro Cittanova, come si vuole fare intendere nel manifesto, ma evidenziano invece la cattiva amministrazione della nostra città, (che non è un villaggio turistico).
Se oggi vogliamo parlare del malessere di Cittanova, parliamo prima di tutto del suo declino morale, un declino che gli ultimi anni hanno prodotto in misura difficilmente calcolabile.
Si è preferito il cattivo gusto alla bellezza, la menzogna alla verità, la prepotenza all'intelligenza. Si è cercato non di convincere, ma di sedurre il paese, in un delirio di manipolazione mediatica difficilmente riscontrabile, falsificando ogni relazione e comunicazione. E potremmo andare avanti a raccontare le ingiustizie, le incompetenze, gli inganni, le bugie. E i cittadini dovrebbero dire invece che tutto va bene…
E naturalmente è ora di considerare tutto questo passato, un passato che ci lascia l'amaro in bocca ed è comunque definitivamente passato.
DEFINITIVAMENTE.
Se vogliamo salvare Cittanova, ci dobbiamo sentire tutti debitori verso il nostro paese, al quale tutti noi teniamo e che difendiamo, dobbiamo capire che su di noi grava il compito di fermare il declino e di invertire la rotta. E di farlo per il bene di Cittanova. Insieme alla forza della ripresa dobbiamo ritrovare la gioia della solidarietà e l'impegno della verità. Ma dobbiamo anche ritrovare dentro di noi, e coltivarla come un valore, l'umiltà. L'umiltà di non crederci infallibili, l'umiltà di non nascondere i nostri difetti e le nostre mancanze, l'umiltà di dire con chiarezza quello che sappiamo e possiamo fare…
Ci sono ancora grandi risorse per reagire, speriamo che il tempo dell'illusionismo sia finito!
Cittanova, 15.04.2007
il direttivo
"La nostra abitudine ad essere invasi, umiliati, traditi. L'abitudine genera rassegnazione. La rassegnazione genera apatia. L'apatia genera inerzia. L'inerzia genera indifferenza, ed oltre a impedire il giudizio morale, l'indifferenza soffoca l'istinto di autodifesa, cioè l'istinto che induce a battersi." (Oriana Fallaci)
Documento Stampabile
torna indietro