ari concittadini, nel difficile e contorto paesaggio della politica cittanovese spira un'aura da enigma e si registra un ritmo da operetta: un piccolo mondo antico, dove si affollano vecchie icone, ragnatele di egoismi, personalismi, gelosie aspre, depressioni e gravi stati psichici, dove non esistono l'umiltà del dubbio e la consapevolezza dei limiti umani e personali.
Una piccola storia di amori e disamori, di unioni e di divorzi, di svenevoli abbandoni e di inaspettate ritrosie, di illusioni e disillusioni; una malinconica sequenza di fotogrammi in bianco e nero, che proiettano le immagini di personaggi sferici che hanno rotolato per lunghissimo tempo lungo il fianco inclinato della politica senza lasciare nemmeno un appiglio a cui agganciare un qualsivoglia valido ricordo.
Dal confuso e disarti- colato vocio, dai manifesti di chi senza carta e penna vuole fare bella scrittura, l'impressione che si ricava è che non si è capito nulla; non si è capito, soprat- tutto, che vi è un tempo per ogni cosa e che ogni tempo è segnato da un respiro e da un battito diverso, così come ogni cosa cambia nell'inar- restabile evolversi della vicenda umana.
In una società libera (specie in tempo di carnevale) ad ognuno è concesso di travestirsi come meglio crede; è innegabile, tuttavia, che non ha alcun senso indossare la maschera di Masaniello quando in realtà tutti sanno della vecchia vernice ormai opacizzata ed oggi inopportunamente rismaltata, o quando sotto il vestito non vi è assolutamente nulla.
CittanovAttiva, quando gli altri tacevano volutamente consentendo, senza un'ombra di protesta, l'olocausto della democrazia e della partecipazione, ha elevato il grido di protesta chiamando a raccolta il risveglio delle coscienze, invitando alla mobilitazione di massa e indicando la strada del rinnovamento, degli uomini e delle idee. A quella proposta i tanti "monaci camaldolesi" - ieri chiusi nel sofferto e coercitivo silenzio degli accordi sottobanco ed oggi impegnati nel fare i gargarismi con il collutorio scaduto del bene collettivo - non diedero alcuna risposta, forse convinti di trovarsi di fronte a piccole cose, di trascurabile importanza.
Oggi nuovamente ritornano stagionali, come rondine ritorna a primavera, stridendo nuove angosce, lanciando macerati richiami all'orizzonte breve e sordo e tentando maldestramente di celebrare il loro "Giorno della Memoria", stracciandosi le vesti, cospargendosi il capo di cenere e piangendo lacrime di coccodrillo sullo stato di abbandono della nostra Città.
Ma di grazia, dove siete stati in questi ultimi dieci anni ? Quale contributo avete portato al dibattito politico ? E i cittadini di Cittanova quale punto di riferimento hanno avuto per i loro numerosi problemi ? Nulla e poi nulla, assolutamente il vuoto che, prima di essere pneumatico, è vuoto assoluto della coscienza e del ruolo che vi era stato assegnato.
Siamo, dunque, alla sciatteria, all'inutilità del rimpianto, al grumo dei clan, alla menzogna sistematica, alla polvere di solaio: tutti elementi che possono quasi certamente raggranellare qualche manciata di voti ma che si trovano a distanza siderale dal nuovo corso che CittanovAttiva ha disegnato per la Città. Sul nostro progetto, su questa ipotesi di rinnovamento e di sviluppo siamo disposti ad incontrarci con tutti. Respingiamo, quindi, la viscida e studiata tesi dei soliti superficiali osservatori che vuole indicarci in splendido isolamento affermando tra l'altro, ad ogni pie' sospinto, che da soli non si va da nessuna parte e dimenticando - cosa essenziale - che per camminare insieme bisogna avere la stessa sintonia e lo stesso obiettivo da raggiungere.
Ecco perché sino ad oggi siamo rimasti sulle nostre posizioni: perché i nostri interlocutori non hanno compreso o non hanno voluto condividere il significato di un messaggio che per quanto ci riguarda è presupposto ideale per qualsiasi convergenza e che si rifiuta di accettare ogni spirito di bottega. Ecco perché, stando così le cose, continueremo con orgoglio a restare sulle nostre posizioni.
Sia chiaro una volta per tutte: noi non abbiamo un pelo bello e lustro, semmai secco ed ispido, per cui non saremo mai l'attraente stola utile per adornare qualche cappotto sgualcito ed ormai inutilizzabile.
Come ha scritto il grande poeta tedesco Gottfried Benn: "ESISTE UNA SOLITUDINE DI PRINCIPIO CHE E' QUELLA DELLO SPIRITO".
Cittanova, 11.02.2007
Il Direttivo
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