Abbiamo assistito all'ultima seduta del Consiglio Comunale nella quale si è scritto l'atto finale (per ora) della vicenda relativa alla vendita del mercato coperto.
In un clima surreale, l'opposizione (escluso un solo consigliere) ha dimostrato una forte inclinazione verso la decisione della vendita nel corso del dibattito, pur astenendosi al momento del voto; buona parte della maggioranza, invece, non solo ha manifestato dubbi, ma ha chiesto chiarimenti e invocato garanzie sul vincolo delle somme incassate dalla vendita del mercato per il potenziamento del patrimonio del Comune. In particolare, i consiglieri di maggioranza, richiamando la loro limitata conoscenza della normativa in materia, hanno voluto ottenere ampie rassicurazioni sul fatto che le somme incassate dalla vendita non potranno essere utilizzate, neppure in futuro da parte delle nuove amministrazioni, per spese indirizzate a finalità diverse da quelle di potenziamento del patrimonio comunale.
Il Sindaco e il Segretario Comunale (interpellato sul punto) hanno fornito tale rassicurazione, sostenendo che le entrate derivanti da tale vendita non potranno essere utilizzate per spese correnti ma soltanto per spese di investimento. Sulla base di tale rassicurazione, si è votata una delibera nella quale si stabilisce che le entrate derivanti dalla vendita siano vincolate per il potenziamento del patrimonio comunale e dei servizi comunali per attività sociali e culturali.
A tale proposito, ci sembra opportuno sottolineare che la risposta fornita dal Sindaco e dal Segretario Comunale in materia di vincolo delle somme incassate dalla vendita è assolutamente corretta sul piano formale, posto che tali entrate, come essi hanno detto, non potranno essere utilizzate né ora né in futuro per finanziare spese correnti. Occorre però riflettere sul significato di tale risposta, per stabilire se ciò significa anche che tali entrate non potranno essere utilizzate in futuro per finanziare investimenti diversi dall'acquisto di nuovi immobili.
Com'è ben noto agli addetti ai lavori, l'ordinamento finanziario e contabile degli enti locali prevede, tra i vincoli di bilancio, quello di destinazione delle entrate. In base a tale vincolo, previsto dall'articolo 199 comma 1 lettera c) del T.U. enti locali (D. Lgs. n. 267 del 2000), l'ente può utilizzare le entrate derivanti dall'alienazione di beni e diritti patrimoniali soltanto per finanziare spese di investimento. Questo vincolo è, quindi, previsto dalla legge senza bisogno che esso venga deliberato dall'ente, che non potrebbe in alcun caso utilizzare le entrate derivanti dall'alienazione di immobili per spese diverse da quelle di investimento, ovvero per spese correnti.
Ciò che ci chiediamo è, invece, se sia altrettanto vero che nessuno (e quindi anche le future amministrazioni) potrà impiegare quelle somme per finalità diverse dall'acquisto di nuovi immobili (incluse, chiaramente, le spese necessarie per la loro ristrutturazione).
Per questo problema la risposta è meno semplice, e quelle rassicurazioni ampie e fondate che gli stessi membri della maggioranza chiedevano non possono proprio, a nostro avviso, essere fornite.
Posto, infatti, che chiunque si troverà ad amministrare questo Paese dovrà adottare politiche di bilancio che rispettino il dettato della legge e i vincoli che questa prescrive, sarà necessario ed anche sufficiente che questo qualcuno non utilizzi quelle risorse finanziarie per spese correnti, ma soltanto per spese di investimento. Il nocciolo, quindi, come si vede è proprio qui: Cosa si deve intendere per spese di investimento?
Per un certo tempo non si è disposto di una norma che definisse in maniera inequivocabile le spese di investimento. Recentemente, tuttavia, è intervenuto il Legislatore con l'art. 3 comma 18 della legge 350/2003 (finanziaria 2004), elencando le voci di spesa da considerare "investimenti". Se possono, quindi, esistere spese di investimento diverse da quelle elencate in tale norma, non vi può essere dubbio che sono sicuramente da considerarsi di investimento le spese che la stessa norma indica come tali.
Per la norma in questione costituiscono investimenti:
- a) l'acquisto, la costruzione, la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria di beni immobili, costituiti da fabbricati sia residenziali che non residenziali;
- b) la costruzione, la demolizione, la ristrutturazione, il recupero e la manutenzione straordinaria di opere e impianti;
- c) l'acquisto di impianti, macchinari, attrezzature tecnico-scientifiche, mezzi di trasporto e altri beni mobili ad utilizzo pluriennale;
- d) gli oneri per beni immateriali ad utilizzo pluriennale;
- e) l'acquisizione di aree, espropri e servitù onerose;
- f) le partecipazioni azionarie e i conferimenti di capitale, nei limiti della facoltà di partecipazione concessa ai singoli enti mutuatari dai rispettivi ordinamenti;
- g) i trasferimenti in conto capitale destinati specificamente alla realizzazione degli investimenti a cura di un altro ente od organismo appartenente al settore delle pubbliche amministrazioni;
- h) i trasferimenti in conto capitale in favore di soggetti concessionari di lavori pubblici o di proprietari o gestori di impianti, di reti o di dotazioni funzionali all'erogazione di servizi pubblici o di soggetti che erogano servizi pubblici, le cui concessioni o contratti di servizio prevedono la retrocessione degli investimenti agli enti committenti alla loro scadenza, anche anticipata;
- i) gli interventi contenuti in programmi generali relativi a piani urbanistici attuativi, esecutivi, dichiarati di preminente interesse regionale aventi finalità pubblica volti al recupero e alla valorizzazione del territorio.
Siamo quindi ben lontani, come si vede, da una situazione per la quale si vende un immobile (il mercato) acquisendo contestualmente la certezza che le somme incassate da tale vendita potranno essere utilizzate soltanto per l'acquisto e l'eventuale ristrutturazione di altri immobili. Si potranno, invece, acquisire mezzi di trasporto (autovetture ed autoveicoli per usi vari), computers, arredi; si potranno finanziare spese di manutenzione di opere ed impianti; acquisire partecipazioni; etc. Si potrebbe, quindi, anche arrivare a spendere l'intera somma incassata dalla vendita del mercato coperto senza avere acquisito con la stessa alcun immobile al patrimonio comunale.
Ci sembra quindi, per concludere, che i dubbi manifestati dai consiglieri di maggioranza permangano in tutta la loro portata e che quelle stesse rassicurazioni che essi cercavano potranno essere vanificate sia da questa amministrazione sia da quelle successive.
19 novembre 2006
Il direttivo di CittanovAttiva
Documento Stampabile
IL GUARDIANO DEL FARO
Abbiamo preso atto con attenzione della risposta che l'Amministrazione Comunale ha inteso fornire sulla vicenda del MERCATO COPERTO, sollevata dalla nostra Associazione che si è resa interprete del pensiero e della valutazione di molti concittadini.
Il nostro, lo diciamo per chi non ha avuto l'opportunità di leggere il manifesto, era un appunto non sull'iter burocratico seguito dal Comune per giungere all'asta sull'immobile, ma sul "METODO" che, per quanto ci riguarda, non può contemplare solo indefinite forme di "partecipazione popolare" - che a noi tra l'altro non risultano - ma implica necessariamente il coinvolgimento diretto dei cittadini nel momento determinante della formazione della decisione.
Da questo angolo visuale - che per CittanovAttiva è fondamentale ed essenziale nella gestione della cosa pubblica - la risposta dell'Amministrazione, pur cortese e vellutata, è stata senza dubbio poco esauriente e per nulla esaustiva.
Vi è da sperare per il futuro che sulle grandi scelte non prevalga la "LOGICA DEL BRANCO" ed alle parole - lavorate ormai come pietra dura - seguano fatti concreti;
soprattutto che la Comunità, mortificata da sempre sul terreno della partecipazione, venga valorizzata come "soggetto decisionale", in quanto legittima proprietaria della sovranità popolare e detentrice unitaria degli interessi inerenti il patrimonio comunale.
A meno che non si creda ancora alla storiella del GUARDIANO CHE, NELLA SUA DISPERATA SOLITUDINE, CREDE DI ESSERE DIVENTATO FARO.
Cittanova li 28/08/06
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(dal Programma elettorale di CittanovAttiva)
Artigianato
Creazione di una zona artigianale idonea ad attirare nuovi investimenti e permettere altresì agli operatori locali di lavorare nelle migliori condizioni senza dimenticare che il nostro Comune possiede una struttura quale il mercato coperto che piuttosto che essere venduta potrebbe essere impiegata per lo scopo suddetto (ad es. con la creazione di piccoli box che fungano anche solo da vetrina di esposizione).
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RASSEGNA STAMPA
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